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Il Galilei va sulla Luna! L’alba di una nuova era
Per tutti c’è stato un momento tra i banchi di scuola in cui lo sguardo si staccava dai libri per perdersi fuori dalla finestra con il naso all’insù, puntato dritto al cielo. Quella brama di conoscenza, quella curiosità tipicamente umana che è da sempre insita nella nostra specie e che ci spinge a chiederci “cosa c’è oltre?”, a breve smetterà di essere solo un sogno e si fa anzi poco alla volta sempre più concreta comparendo all'orizzonte. Siamo orgogliosi di annunciare che, nella notte tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, il nostro Liceo Scientifico varcherà (se tutto va come previsto) i confini dell'atmosfera a bordo della capsula Orion, lanciata dal razzo vettore super pesante Space Launch System della NASA. Il Galilei c’è! Saremo infatti testimoni e partecipi della missione Artemis II, un’impresa che segnerà i libri di storia, destinata ad aprire una nuova era dell'esplorazione umana dello spazio. Dopo oltre cinquant’anni, l'umanità torna ad avventurarsi in quello che è lo spazio profondo ma con un panorama completamente nuovo: la presenza umana oltre l'orbita bassa non si riduce più alla contesa tra due soli attori contrapposti ma a uno sforzo corale, internazionale e vario, che vede l’Europa ed i privati giocare un ruolo da protagonisti. Artemis II non sarà solo un volo di prova ma un vero e proprio apripista per lo stabilimento di una presenza umana permanente sul suolo lunare. Il primo passo della “Sorella di Apollo” sarà infatti quello di riportare l’uomo (e per la prima volta una donna) ad orbitare attorno alla Luna. L’umanità intera seguirà con il fiato sospeso il viaggio della piccola capsula e degli astronauti al suo interno, che accanto a loro porteranno le speranze e i sogni di un'intera generazione. Mentre i quattro pionieri a bordo della Orion (il cui sistema di supporto vitale è stato realizzato dall’Europa e con grande contributo italiano) si allontaneranno fino a 400.000 km da casa, superando così ogni record di distanza mai raggiunto da esseri umani, il nome della nostra scuola sarà lì con loro. Viaggerà a velocità estreme nel vuoto cosmico, sfiorerà il lato nascosto del nostro satellite e ammirerà la Terra sorgere dall'orizzonte lunare proprio come facevano gli astronauti delle missioni Apollo. Una vista così inusuale di casa nostra, quel piccolo e fragilissimo granello di sabbia tempestato d’azzurro che ospita tutto ciò che amiamo, ci ricorderà che, dopo tutto, l’umanità è un condensato dalla stessa polvere di stelle. Partecipare a questa missione significa onorare la nostra natura intrinseca di esploratori, significa salire sulle spalle dei giganti per guardare più lontano ma anche portare nello spazio un pezzetto dei nostri studi, dei nostri sacrifici, delle nostre passioni, della nostra audacia, della nostra scuola. In un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo, Artemis ci insegna che nessun obiettivo è troppo lontano se perseguito con il cuore e con l'ingegno e che gli esseri umani possono essere straordinari se lavorano insieme. Oggi facciamo quello che Galileo avrebbe potuto solo sognare: siamo un passo avanti verso le stelle ma dobbiamo avere il coraggio di continuare a meravigliarci perché a salvarci sarà proprio la meraviglia. Con Artemis non stiamo solo ritornando sulla Luna ma lo facciamo per restare.
Vittorio Liotta
(L’invio del nome, che sarà posto in una scheda SD all’interno della capsula Orion, è stato possibile grazie all’opportunità offerta dalla NASA di libera registrazione di nomi riguardo la missione nello specifico)